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Divertirsi con il download di Musically

Nata come una normalissima applicazione per il sincronismo delle voci, Musical.ly, che è stata inventata nel 2004 dai cinesi Alex Zhu e Yang Luyu ti dà la possibilità di fare dei video, trasmettere in diretta e inviare messaggi.

Si possono fare filmati di 15 secondi con diverse modalità, come per esempio normale, veloce, epica, lenta oltre che time-lapse dopo installato Musically in download. Per rendere più carini i video ci sono a disposizione da applicare filtri preimpostati ed effetti, come accade in molte altre applicazioni.

Se entri nella comunità dei muser, così infatti si chiamano gli utenti di Musical.ly puoi anche taggare amici, partecipare a contest per i doppiaggi più assurdi e le performance più divertenti, oltre che, usando un sistema di hashtag, rendere più visibile il video ai tuoi amici e agli altri.

Quello che gli inventori di questa App non si sarebbero aspettati è che in 3 anni gli utenti sarebbero diventati ben 130 milioni, quasi la metà, oltre 50 milioni, sono sotto i 21 anni. La community è attivissima perché ogni giorno vengono caricati più di 12 milioni di video. Cerchiamo di capire meglio questo fenomeno.

Come si usa Musically Download

Essendo una App, si deve fare il download di Musically, tramite l’App Store di Amazon oppure Google Play, sia per Android che per iOS. Il principio di funzionamento è simile ad un karaoke, dove però si gioca con il lip sync senza cantare davvero. Si possono anche fare stories e registrare performance video, oltre che, installando la app live.ly, anche creare delle dirette senza vincoli di durata.

Dopo aver scaricato l’app e essersi registrati si può iniziare ad usarla. Le opzioni fornite sono tre, cioè “in evidenza” con i video del momento, “segui” per seguire gli altri muser e “per te” che mostra i video più popolari in una determinata zona.

Per navigare c’è una barra in basso che consente di andare nello spazio di ricerca oppure in quello di creazione video, indicato con un segno “più”, oltre che gestire notifiche e il profilo.

Nello spazio ricerca sono anche segnate le challenge, la classifica dei brani, le categorie dei pezzi e i video che vanno virali, oltre che una speciale classifica dei muser sempre aggiornata.

Giocare con l’App

Per creare un video puoi partire dalla musica, utilizzarne uno già esistente oppure fare una ripresa anche dal vivo. Nella sezione notifiche trovi gli streaming più interessanti, chi ha messo un cuore ai tuoi video e chi ha iniziato a seguirti.

Il profilo come in tanti altri social comprende musername, nome completo, link a youtube e ID Instagram. Se vuoi puoi anche mettere una breve biografia.

Quando pubblichi un video ci sarà segnato lo username, il titolo e il nome dell’artista, oltre ad una didascalia. Se vuoi andare a vedere il profilo del muser e vedere i commenti degli altri utenti basta cliccarci sopra.

Se vuoi creare un video, puoi andare sull’archivio sotto la voce “scegli musica” navigando fra quelli gratuiti e quelli che puoi acquistare da Amazon.

Le opzioni sono “riprendi prima ” e “scegliendo dalla collezione”. Durante le riprese si può tagliare la musica, cambiare fotocamera, prendere 5 secondi di tempo per prepararsi alla performance.

Inoltre puoi giocare girando il video in una delle modalità di velocità. A questo punto si possono fare gli edit tagliando le parti in eccesso e regolare i colori con i filtri.

Se vuoi che il video venga visto ci sono due sistemi: aggiungere un hashtag # oppure taggare un amico con @. A questo punto con il tastino per condividere puoi scegliere la piattaforma su cui farlo girare.

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Incredibili eventi jazz da non perdere

L’origine della musica jazz è da riportare al periodo della deportazione degli schiavi in America. Questi uomini, che vennero barbaramente strappati dal territorio africano e venduti come schiavi, trovarono conforto nella musica. Il jazz nacque a inizio Novecento dalla fusione di elementi musicali africani con le melodie dei luoghi in cui si erano trovati a vivere e lavorare.

Per primi si svilupparono i canti religiosi detti spirituals e i gospel, in seguito il blues, di carattere profano, e il Ragtime. Dall’unione di quest’ultimi nacque a New Orleans la musica jazz che veniva improvvisata per strada dalle bands. Infatti, le caratteristiche principali della musica jazz sono l’improvvisazione, il ritmo trascinante e le inflessioni sonore di strumenti a fiato.

La bellezza della musica jazz, partita come detto nelle comunità afroamericane, presto si espanse negli Stati Uniti e poi in tutta Europa contaminando anche altri generi musicali come il funk e l’hip hop.

Vediamo nel dettaglio gli eventi dedicati alla musica jazz imperdibili, ideali sia per i curiosi sia per i grandi appassionati:

  1. Umbria Jazz, Perugia
  2. XJazz festival, Berlino
  3. Festival Jazz, San Sebastián
  4. Festival Django Reinhardt, Samois-sur-Seine
  5. EDP Cool Jazz, Oeiras
  6. Montreux Jazz Festival, Montreux
  7. Jazz Fest Wien, Vienna
  8. North Sea Jazz Festival, Rotterdam
  9. Gent Jazz Festival, Gent
  10. Mostly Jazz, Birmingham

Umbria Jazz, Perugia

Appuntamento imperdibile in terra umbra prevede numerosi concerti sparsi per Perugia. È possibile assistere ad artisti di strada per le vie perugine, a esibizioni di grandi artisti nelle piazze principali e, ancora, a concerti a pagamento anche con super guest stranieri. Insomma un grande evento che appassiona tutte le fasce d’età, cultori del jazz e tanti curiosi. Normalmente si svolge nel mese di luglio e i prezzi per gli spettacoli a pagamento sono abbastanza accessibili.

XJazz Festival, Berlino

L’organizzazione di questo festival prevede l’installazione di diversi palchi sparsi per la città in cui si esibiscono artisti provenienti dal nord Europa. La particolarità del XJazz Festival sta nell’assistere agli spettacoli tra i suggestivi monumenti della città tedesca. Si svolge nel mese di maggio e il costo del biglietto al giorno si aggira intorno ai 10 euro.

Festival Jazz, San Sebastián

Nato nel 1966, il Festival Jazz accoglie i suoi partecipanti in un connubio perfetto di sole, mare e musica. Si tengono tantissimi concerti sparsi per le vie della città. L’evento si svolge nel mese di luglio ed è possibile assistere a spettacoli gratuiti e a pagamento con un biglietto di 85 euro.

Festival Django Reinhardt, Samois-sur-Seine

Appuntamento francese che si svolge nel mese di giugno. Si tratta di un weekend di relax, musica e in cui gustare due prodotti tipici della Francia: formaggi e vino. Vi è la possibilità di campeggiare in strutture convenzionate con il festival in cui viene istituito un servizio di trasporto per e dal sito in ci si tengono i concerti. Molti spettacoli sono gratuiti, altri a pagamento il cui costo si aggira intorno ai 30 euro, ma è possibile acquistare dei pacchetti comprendenti più esibizioni ad un prezzo più conveniente.

EDP Cool Jazz, Oeiras

Oeiras è una cittadina del Portogallo in cui si svolge l’EDP Cool Jazz nel mese di luglio. Il costo dei biglietti prevede la formula standard al prezzo di 25 euro e quella vip al prezzo di 50 euro. Artisti di fama internazionale tengono il proprio concerto durante il festival e si spazia dal jazz al soul e al pop.

Montreux Jazz Festival, Montreux

Il Montreux Jazz Festival è nato nel 1967 e non si è mai fermato, anzi, ha creato una fondazione per supportare giovani musicisti in difficoltà. Si svolge nel mese di luglio e ha nel suo palinsesto grandi nomi della scena jazz, pop e r&b. Il prezzo è abbastanza alto, infatti, si aggira intorno ai 1.300 euro.

Jazz Fest Wien, Vienna

Un insieme di jazz, pop, r&b, swing e blues caratterizzano il Jazz Fest Wien. Il festival si svolge tra la fine di giugno e inizio luglio e prevede diversi stage sparsi per la città di Vienna. Il costo dei biglietti va dai 20 ai 90 euro. Ad esibirsi vecchie glorie del jazz, famose star della musica e talenti emergenti.

North Sea Jazz Festival, Rotterdam

Il North Sea Jazz Festival è l’evento del settore più importante dei Paesi Bassi, si svolge per tre giorni ella città di Rotterdam. È prevista l’esibizione di grandi nomi della musica jazz e il costo del biglietto per l’intera manifestazione è di 195 euro. Negli ultimi anni la direzione del festival ha adottato una linea d’azione sostenibile vietando l’uso della plastica.

Gent Jazz Festival, Gent

Il Gent Jazz Festival si svolge nel mese di luglio nella cittadina belga di Gent. A esibirsi artisti di fama internazionale ma anche molti musicisti locali. Il costo del biglietto si aggira intorno ai 40 euro. L’iniziativa è organizzata dall’associazione no profit Jazz en Muziek che vuole introdurre la musica jazz a un pubblico sempre più vasto promuovendo anche musicisti jazz belga.

Mostly Jazz, Birmingham

Nella cornice del bellissimo Moseley Park, la città inglese di Birmingham offre questo festival con diversi artisti contemporanei della scena jazz, funk e soul. Le esibizioni sono divise tra due parchi, è anche possibile scegliere degli hotel o ostelli in cui pernottare per restare nella città per più giorni. Il costo di partecipazione al Mostly Jazz oscilla da 35 a 85 pounds a seconda del giorno.

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Dj famosi: ecco chi sono i più amati e pagati del mondo

I dj sono dei veri e propri show man e non solo quelli che “mettono su la musica”. I disc jockey sono i veri protagonisti delle notti in discoteca in ogni parte del mondo. Non tutti sono dei geni della discodance, alcuni sono davvero incapaci di mettere insieme un pezzo, non sono preparati sui gusti musicali del suo target e quindi non risultano per niente convincenti. Ma ci sono dei personaggi così preparati, capaci e con un carisma tale da trascinare la folla creando un divertimento travolgente trasformando una serata normale in una notte magica.

Sono molti i giovani amanti della musica che iniziano questa professione ma solamente i più bravi continuano diventando veri e proprie star nel panorama musicale mondiale. I dj famosi non sono più nascosti in una postazione laterale poco visibile al pubblico, ma piuttosto sono sul palco. È proprio così che si esibiscono come durante un concerto acclamati dai fan che si accalcano acclamandoli e ballando al ritmo incalzante delle loro composizioni. Ma chi sono i più conosciuti e pagati del mondo?

Dj famosi: la top list dei nomi a livello mondiale

Vanity Fair ha stilato una classifica di nominativi di dj famosi a livello internazionale che vivono di musica ogni giorno della loro vita con tutte le difficoltà che si incontrano in questo lavoro particolare. Alcuni dj riescono ad avere guadagni molto alti che possono superare i 50 mila euro a serata. Il nome di tanti di questi dj famosi sono ormai dei veri e propri brand che fanno tendenza, una sicurezza a livello commerciale e di successo per chi organizza gli eventi con la sicurezza di riempire il locale.

Vediamo chi sono questi personaggi carismatici:

  1. Tiesto

Tiesto, un dj e produttore olandese il top dell’elettronic dance music. Il suo vero nome è Tijs Michiel Verwest ed è conosciuto in tutto il mondo per la sue creazioni.

  1. Carl Cox

Carl Cox è un disk jockey britannico ed è un vero maestro e produttore discografico nella musica house e techno.

  1. Erick Morillo

Erick Morillo invece, è americano e si è rivelato un grande produttore che da diversi anni occupa le prime posizioni delle classifiche-

  1. Richie Hawtin e Sven Vath

Richie Hawtin e Sven Vath sono due disk jockey di diverse nazionalità, ovvero inglese e tedesco, che offrono al loro pubblico uno stile berlinese in chiave moderna.

  1. Moby

Moby viene dall’America il dj ed è conosciuto e richiesto per la house music;

  1. David Guetta

David Guetta europeo proveniente dalla Francia, si tratta del dj più richiesto in tutta l’Europa.

  1. David Morales

David Morales star americana della consolle, il suo stile è la music house.

  1. Laurent Garnier

Il dj francese Laurent Garnier è noto creatore della musica techno.

  1. Bob Sinclair

Bob Sinclair è famoso come mago dei tormentoni di successo che ogni anno diffonde nuove creazioni.

  1. Niki Bellucci

Il dj ungherese Niki Bellucci che proviene dal mondo del cinema porno, una new entry del panorama musicale.

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Gli indizi più strani sull’ipotesi di Paul McCartney morto

È ormai dal 1966 che gira la teoria secondo cui Paul McCartney dei Beatles sarebbe morto e al suo posto sarebbe stato messo un sosia, tale Billy Shears. Indagatori del mistero e fans per decenni hanno continuato a raccogliere indizi pro e contro, creando una vera e propria teoria del complotto che ha ancora tantissimi sostenitori.

Di recente un sito web ha pubblicato un’intervista a Ringo Starr, dove è stata tirata fuori di nuovo la teoria del complotto, facendo letteralmente impazzire la rete. Peccato che si trattasse di un portale satirico e che questa nuova “rivelazione shock” in realtà non esista proprio. La teoria sul falso Paul McCartney però ha sempre il suo fascino e comunque sia vale la pena di vedere almeno 5 elementi chiave a suo supporto.

Abbey Road e i suoi misteri su Paul McCartney morto

Questo album, per molti criptico anche per via della sua lunga e complessa gestazione, nasconderebbe i segni evidenti della sostituzione di Paul con un sosia. Il turbamento della band si sarebbe per qualche motivo espresso principalmente in codici segreti occultati nella copertina, oltre che nei brani.

La targa della Volkswagen presente sul fronte riporta “LMW 28Per“. I teorici del complotto si sono accaniti su questo presunto codice, dicendo che all’uscita del disco McCartney avrebbe avuto 28 anni se fosse stato ancora vivo. C’è solo un piccolo problema. Quando è uscito l’album, il bassista ne avrebbe avuti 27 e quindi come prova regge davvero poco.

Di tutti i quattro Beatles presenti sulla copertina del disco Abbey Road, il presunto sosia di Paul McCartney morto è l’unico ad essere scalzo. Secondo gli appassionati della cospirazione questo sarebbe un indizio inequivocabile del fatto che già nel 1969 era morto e quello in foto era un sostituto, con una citazione ai piedi scalzi in obitorio.

Anche il brano “I’m the walrus” parlerebbe della morte del bassista, perché secondo alcuni la figura gonfia di McCartney messo sul lettino nell’obitorio dopo l’incidente avrebbe ricordato proprio quella del grosso animale marino.

I segreti più psichedelici

Nel delirio confusionario della copertina di Sgt Pepper’s Loney Hearts Club Band sarebbero nascosti decine di indizi. In particolare in basso si trova una corona di fiori gialli che ha la stessa forma dello strumento suonato da quello che dovrebbe essere il sosia di McCartney.

In realtà risulterebbe che nella folla presente in copertina ognuno dei membri della band ha messo alcuni personaggi cari o famosi e John Lennon avrebbe dedicato una memoria a Stu Sutcliffe, morto nel 1962, suo vecchio amico e precedente bassista del gruppo.

In mezzo ai testi psichedelici, in fondo alla celeberrima “Strawberry fields forever” troviamo un verso in sottofondo di Lennon che recita “I buried Paul” ovverosia “ho seppellito Paul”.

Nel libretto però queste parole non sono riportate e secondo Paul McCartney, l’amico Lennon avrebbe detto “cranberry sauce”, cioè “salsa di mirtilli”. Ovviamente qua il dibattito è ancora aperto. Alcuni ci sentono invece “I’m very bored” ossia “sono molto annoiato”

Un grande classico dei messaggi nascosti nei dischi sono quelli che si possono sentire facendoli girare al contrario. Per i patiti del complotto troviamo “Paul is dead, I miss him, I miss him” che si sentirebbe nel brano “I’m so tired” .

Altri affermano invece di distinguere chiaramente “Will Paul be there as superman?“. Lennon ha sempre negato di aver aggiunto simili codici segreti nascosti nella registrazione, al contrario, ma secondo alcuni sarebbe stato proprio il chitarrista a spingere questa voce per prendersi gioco dei complottisti.

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10 temi musicali da brividi

Cinema horror e colonna sonora sono collegati da un filo inestricabile e ci sono colonne sonore che hanno fatto la fortuna di film che sono passati alla storia, anche grazie ai motivetti da brividi. In alcune produzioni, più che altro per moda, si è puntato agli effetti sonori per far saltare sulla sedia il pubblico nei momenti clou.

Altri capolavori, invece, hanno affidato la composizione della colonna sonora a musicisti geniali, anche se in alcuni casi ci sarebbe da sorprendersi scoprendo chi è che ha scritto alcuni dei temi più spaventosi di quelle che sono passate alla storia come musichette horror.

Non solo una musichetta horror

Anche se non è un film horror, il tema è sempre quello. Quindi nel capolavoro di animazione ” Nightmare Before Christmas” per la regia di Henry Selick, ma ideato è prodotto da Tim Burton, Danny Elfman, famoso anche per la celeberrima sigla dei Simpson, ci regala lo spaventoso brano “This is Halloween”, coverizzato nel 2006 da Marilyn Manson.

Day-o (Banana Boat Song). È un folle brano di rumba, parte della colonna sonora del film di culto Beetlejuice Spiritello Porcello, uno dei classici della commedia horror degli anni ‘90. Un brano che diventa stranamente macabro inserito in un contesto diverso da quello che ci aspetteremmo per un ritmo latino così facile da ballare.

Passando al horror effettivo non possiamo dimenticare la memorabile colonna sonora del capolavoro di Dario Argento Profondo Rosso, suonata dal gruppo prog dei Goblin, uscita nel 1975. È uno dei brani horror più iconici e che ancora riesce a mettere i brividi dopo più di 40 anni dalla sua uscita.

Scritto dal regista John Carpenter, il tema per il suo capolavoro del 1978 Halloween, interpretato da Jamie Lee Curtis e Donald pleasence, con poche note di pianoforte ripetute all’infinito è diventato un dei temi più ossessionanti e spaventosi della storia del cinema.

Questa musichetta horror ci ossessione accompagnando le nefande imprese del serial killer senza volto Michael Myers, con la faccia perennemente coperta da una maschera asettica e bianca, con gli occhi vuoti.

Mike Oldfield geniale compositore è noto a tantissimi per aver prodotto il tema di un film che ancora mette paura solo a nominarlo: L’Esorcista. Si tratta di un piccolo estratto del suo capolavoro Tubular Bells, scelto appositamente perché in grado di accompagnare perfettamente la sensazione di inquietudine del film.

Il vecchio film TV in due parti IT, ispirato all’opera di Stephen King, ci regala un brano spaventoso e surreale con ritmi circensi che segna le apparizioni dell’inquietante clown soprannaturale che vive nelle fogne della piccola cittadina dove si svolge la trama.

“All work and no play makes Jack a dull boy” è il titolo del brano strumentale che ci riporta alle atmosfere di puro terrore della versione di Shining di Stanley Kubrick, quella che l’autore, Stephen King, non sopporta.

Il titolo di questa musichetta horror deriva dalla frase che viene scritta in maniera ossessiva dal protagonista, e che in italiano diventa “Il mattino ha l’oro in bocca”.

Anche il classico slasher movie Venerdì 13 ha il suo piccolo elemento di colonna sonora riconoscibile, con una theme song capace di entrare nella testa degli spettatori e di non uscirne più levando l’ora il sonno anche dopo anni.

La saga cinematografica ” Nightmare” che vede protagonista il serial killer che vive negli incubi della gente Freddy Krueger ci regala tantissime canzoni e temi in colonna sonora. Tutti in stile hard hock, ma capaci di rendere ancor più inquietante questo film da incubo.

Infine non può mancare nella discografia di un vero appassionato di colonne sonore horror quella del capolavoro di Alfred Hitchcock del 1960 Psycho, passata alla storia e diventata letteralmente la base di partenza per tutti gli altri temi horror che l’hanno seguito.

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La carriera di Paoletta di Radio Italia

Una delle emittenti più amate in tutta la penisola, Radio Italia, Solo Musica Italiana, ci accompagna da tantissimi anni con una programmazione dove non si trovano brani stranieri oppure successi internazionali che vengono dall’estero, ma solo produzione nostrana.

È stata una fucina per tantissimi artisti che hanno potuto iniziare una carriera splendida proprio dopo essere stati sentiti in uno dei suoi programmi.

La radio preferita dagli italiani

Amatissima dai suoi molti fans, questa radio ha anche due canali TV, sul 712 di Sky Italia si trova Video Italia mentre sul 70 del digitale terrestre Radio Italia Tv. Il successo dell’emittente è anche dovuto alla simpatia dei suoi DJ, tra cui la famosissima Paoletta.

L’idea della radio nasce il 26 febbraio 1982 quando il compositore musicista ed anche DJ Mario Volanti stabilisce un punto fermo nel suo approccio, smettendo di interessarsi alla musica straniera e puntando tutto soltanto sui brani made in Italy.

Già nel 1987 la radio è a copertura nazionale e nel 1990 diventa la radio commerciale più ascoltata. Grazie a tecnologie di ultima generazione, dal 1996 Si può ascoltare anche sul territorio europeo è in America del Nord e del Sud.

La radio deve il suo successo ad una politica ferrea che vede solo trasmettere successi italiani e programmi in grado di accompagnare le giornate dei suoi ascoltatori. Fra le voci e conduttori più famosi troviamo Paola Gallo, Patrick, Luca Ward, Franco Nisi, Enzo Savi e ovviamente la celeberrima Paoletta.

Una bella carriera

Dopo aver abbandonato gli studi all’Università Orientale di Napoli ed aver esordito nella partenopea Radio Marte, approda a Radio Deejay dove viene scoperta da Jovanotti. Il musicista convincerà Claudio Cecchetto ad ingaggiarla. Qua ha condotto parecchie trasmissioni storiche come Lunediretta con Marco Santin della Gialappa’s Band e Gran Sera Deejay insieme a Manuela Doriani.

Da non dimenticare anche il programma pomeridiano Sala Jockey e quello estivo Spiagge, oltre che la conduzione con Luciana Littizzetto de La Bomba, sempre su Radio Deejay.

Nel periodo 2005-2007 lavora per R101 con L’Utilitaria e Tempo Utile per passare a RTL 102.5 con i programmi Nessun Dorma, Miseria e Nobiltà con il Conte Galè per poi entrare nel mattutino La Famiglia, in collaborazione con Silvia Annichiarico, Angelo Di Benedetto e Jennifer Pressman.

Poi passerà alla trasmissione serale Il Ficcanaso con Carletto, per concludere nel 2010 la sua collaborazione con RTL 102.5 e iniziare la sua collaborazione con Radio Italia, accettando un ottimo posizionamento orario ed un contratto davvero molto interessante.

La carriera in Radio Italia

Qua diventa una dj di punta nella fascia del Mezzogiorno, insieme a Francesco Cataldo e poi nello slot 9-12 con un programma che va ancora avanti insieme a Patrick Facciolo, offrendo la sua voce anche per molti spot radiofonici.

Paoletta, pseudonimo di Paola Pelagalli è una delle voci più iconiche e riconoscibili di questa emittente, con programmi che mette insieme buon umore e un buon livello di ironia e acume, spesso movimentati da ospiti davvero interessanti.

La speaker e DJ è riuscita a conquistare la simpatia degli ascoltatori restando umile ed è diventata anche un’icona per via della sua passione per il fitness e l’esercizio fisico che la contraddistingue da sempre.

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Chi è Madonna e la sua discografia

Louise Veronica Ciccone, nota con il suo nome d’arte Madonna, è una cantautrice statunitense di fama mondiale ed è definita la “Regina del pop” grazie ai suoi videoclip iconici e i suoi comportamenti ritenuti trasgressivi. Il successo dei suoi videoclip, oltre che della sua musica, deriva dalla sua grande passione per la danza infatti, Madonna frequentò la Scuola di Musica, Teatro e Danza nel suo paese di origine, il Michigan. Oltre alla musica, Madonna è conosciuta anche come imprenditrice, ha fondato nel 1992 una compagnia chiamata Maverick che include l’etichetta discografica Maverick Records. Oltre alla musica, ha creato anche una collezione di moda, libri per bambini, centri benessere e cinema. Madonna si è impegnata anche nel sociale collaborando con organizzazioni benefiche come Ray of Light Foundation e Raising Malawi. Come spesso succede agli artisti eclettici come lei, Madonna ha intrapreso anche una carriera cinematografica ed ha vinto il Golden Globe come “miglior attrice in un film commedia o musicale” per il film “Evita” nel 1996 e la “miglior canzone originale” per il film “Masterpiece”.

Esordi della Discografia di Madonna

Madonna è nata nel Michigan nel 1958 ed il suo nome di origine italiana deriva da suo padre Silvio Anthony Ciccone, di origine abruzzese mentre la mamma Madonna Fortin era di origini franco-canadese. Sua madre morì a soli 30 anni a causa di un tumore al seno e Madonna , che era la terza di sei figli, quando seppe che la madre era malata si sentì in dovere di prendersi cura dei suoi fratelli. Questo periodo difficile segnò particolarmente la sua vita. A soli 20 anni decise di trasferirsi a New York per seguire la sua passione per la danza. La sua prima esperienza nella musica invece, si aprì facendo parte di due band in cui fa rispettivamente da batterista e cantante, i “Breakfast Club” e “Emmy”. Dopo aver firmato il contratto con la “sire Records”, nel 1982, Madonna pubblicò il suo primo singolo intitolato “Everybody” che riuscì ad aggiudicarsi il terzo posto nella Billboard Hot Dance/Club Party Chart. Nel 1983 pubblicò il suo secondo singolo, Burning Up, che riuscì ad ottenere da subito molto successo. Proprio nel luglio di quell’anno, Madonna pubblicò il suo primo album, “Madonna”, che negli Stati Uniti ricevette ben cinque dischi di platino. Fu proprio questo album ha darle il trampolino di lancio verso il successo, comparendo anche sul celebre canale di musica MTV. Da allora la sua ascesa al successo non si è mai fermata e rimane tutt’oggi una stella indiscussa nel panorama della musica pop.

Discografia di Madonna

Gli album registrati da Madonna durante la sua carriera sono moltissimi. Ecco la sua discografia a partire dal suo album di esordio del 1983 fino all’ultimo album registrato nel 2019. · 1983 – Madonna · 1984 – Like a Virgin · 1986 – True Blue · 1989 – Like a Prayer · 1992 – Erotica · 1994 – Bedtime Stories · 1998 – Ray of Light · 2000 – Music · 2003 – American Life · 2005 – Confessions on a Dance Floor · 2008 – Hard Candy · 2012 – MDNA · 2015 – Rebel Heart · 2019 – Madame X Il suo secondo album, Like a Virgin, è stato uno dei più famosi che probabilmente ha contribuito maggiormente a farla conoscere nel mondo e ad affermare la sua fama. E’ stato pubblicato nel novembre del 1984 ed è stato veduto in tutto il mondo ottenendo un enorme successo in particolare negli Stati Uniti, dove ha venduto 10 milioni di copie. Nel mondo sono state vendute ben 21 milioni di copie di Like a Virgin, grazie al successo di questo album, Maddonna ha ricevuto il suo primo MTV Music Award per il grande successo ottenuto con il suo videoclip.

Primati

Grazie al suo successo planetario, Madonna è entrata a far parte del Guinness World Record come l’artista femminile che ha venduto il maggior numero di dischi, 350 milioni in tutto il mondo, di cui la maggior parte negli Stati Uniti d’America, classificandosi come la quarta artista donna con maggiori vendite nel mondo.

Oltre ai dischi di musica, è anche l’artista ad essersi posizionata più volte al primo posto per i suoi DVD musicali.